gli esiti del workshop ruvo circolare

Ruvo Circolare è una delle attività del festival nóve nóve nóve – nove navi nuove ed ha inteso approfondire le sfide lanciate dalla crisi climatica, economica e sociale globale con sguardo progettuale, fornendo analisi e spunti operativi sul territorio di Ruvo di Puglia, a partire dai flussi di materiale da cui questo è attraversato.  

Il punto di partenza, infatti, è che la responsabilità della gestione dello scarto non possa essere attribuita esclusivamente consumatore finale ma che debba essere ricondotta a monte della “catena” produttiva: alla fase, per l’appunto, progettuale. 

Il workshop si configura come un’occasione per far convergere rigenerazione urbana ed economia circolare, andando a comprendere le dinamiche in atto nelle zone produttive della città e mettendo a confronto riflessioni e pratiche. Per questo motivo, l’attività è stata orientata alla definizione di una strategia circolare incentrata sullo sviluppo di un servizio ed un progetto di trasformazione urbana. 

un workshop e un talk per nove_nove_nove #mutazioni a ruvo

Sono lieto di essere tra gli ospiti del Festival di Rigenerazione Urbana nóvǝ nóvǝ nóvǝ, letteralmente Novi Navi Nuove, organizzato a Ruvo di Puglia dagli amici de La Capagrossa Coworking. Il festival, giunto alla terza edizione, è dedicato al tema Mutazioni e presenta un denso programma di workshop, analisi, conferenze e mostre, con l’obiettivo di ricercare strumenti e strategie per una mutazione – del pensiero prima ancora che dell’azione – ambientale, economica e sociale.

Insieme agli organizzatori abbiamo pensato ad un workshop di co-progettazione, Ruvo Circolare, per avviare una indagine a scala territoriale e proporre strategie di intervento a partire da una mappatura a Ruvo di Puglia dei flussi di materia delle aziende, del valore d’uso dei beni di consumo (tempo d’impiego per durata vita del prodotto) e dell’uso/non uso degli spazi sociali e di produzione.

Durante il workshop avrò il piacere di essere affiancato dal giornalista e geografo Emanuele Bompan, autore di vari libri, tra cui Che cos’è l’economia circolare.

Le attività si svolgeranno dal 15 al 16 luglio presso gli spazi del coworking La Capagrossa.

Uno degli spazi del coworking La Capagrossa a Ruvo di Puglia. Foto: Donato Anselmi

Workshop “Ruvo Circolare”

15-16 luglio c/o La Capagrossa Coworking

Il workshop si propone come occasione di riflessione e di sperimentazione su come una visione di economia circolare, dove il rifiuto diventa risorsa, e ne viene massimizzato il valore d’uso della materia e il suo tempo vita, possa essere alla base di processi di rigenerazione urbana e di innovazione civica e sociale nella città di Ruvo. L’intento è quello di coinvolgere le realtà del territorio disposte al confronto, per disegnare relazioni che creino nuovo valore. L’obiettivo è definire una strategia finalizzata a:

  • rendere circolari gli scarti e chiudere il ciclo della materia;
  • comprendere il ruolo degli spazi sociali in questa visione di circular city;
  • individuare soluzioni incentivanti con le imprese e il comune ed una dinamica di engagement efficace;
  • ripensare il design di spazi e prodotti di uso comune / tipici a Ruvo di Puglia;
  • creazione di simbiosi tra attori produttivi e cittadini.

Il nuovo “piano circolare di Ruvo di Puglia”, che emergerà dal workshop comprenderà la proposta di:

  • un progetto di trasformazione di uno o più spazi urbani per la comunità (anche attraverso installazioni o dispositivi temporanei);
  • un’idea di servizio (offline, online) a scala locale-urbana.
Talk “Ripensare i territori in ottica circular”

16 luglio h. 19 c/o Torre del Castello di Ruvo di Puglia

Insieme ad Emanuele parteciperemo anche al talk “Ripensare i territori in ottica circular” che si terrà Martedì 16 luglio alle 19:00, al termine del workshop. Si tratta di un momento di confronto e di sintesi con la cittadinanza e i partecipanti al festival e che fa da raccordo con quanto proposto dalla mostra collettiva curata da Antilia gallery presso la torre del castello medioevale di Ruvo, in cui designers, architetti ed artisti, italiani ed internazionali, indagano il tema della rigenerazione della materia. La mostra è curata da Fabiana Dicuonzo e Giuseppe Resta, e nasce dalle suggestioni della ricerca guidata da Leonardo Delmonte nel contesto dei laboratori della scorsa edizione di Nòve nòve nòve.

Iscriviti

Nóvǝ nóvǝ nóvǝ è sostenuto dal Comune di Ruvo di Puglia, patrocinato dalla Regione Puglia, da Legambiente Puglia e dall’Ordine degli Architetti di Bari. L’evento ha risonanza regionale ed è stato presentato in pubblicazioni a tiratura nazionale come Città come Cultura, edito dal MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. A conclusione di questa edizione, i risultati raggiunti nelle tre edizioni saranno infine raccolti in una pubblicazione ufficiale.

waste as cultural heritage. Una conversazione pubblicata su volume 55

Chi mi conosce sa che sono un lettore appassionato di Volume, una rivista periodica olandese edita da Archis Foundation, che tratta temi di architettura e urbanistica da un punto di vista particolare, con focus sulla ricerca, sulla tecnologia e su una serie di questioni che spesso (ahimè!) non sono incluse nell’ambito del progetto.

Perciò, sono particolarmente lieto di far parte del nuovo numero della rivista, il #55 e il primo del 2019, intitolato Intangible cultural heritage. Qui di seguito un breve estratto dell’introduzione:

To think of heritage is to think of protecting and preserving our presence in the past. Heritage is a buzzword; it informs discourse about our identity, reminding us not just of who we were, but who we are. But another lesson to be learned from history is the necessity of change and dynamism. What we want to preserve and why we want to preserve it is not set in stone, although we may have thought so for a century. In Volume #55: Intangible Cultural Heritage we dig into the politics and practices of safeguarding the intangible; we look at the kick-back effects on tangible cultural heritage; and wonder if institutionalizing preservation of the intangible is in fact a threat to its own survival. ††

A pag. 39 si trova Waste as Cultural Heritage, una conversazione condotta da me insieme a Francesco Degl’Innocenti, editor della rivista, che peraltro ringrazio per la bella e importante opportunità concessa. †Nella conversazione ci confrontiamo sul valore insito negli scarti che la società produce, in che modo ciò che definiamo waste può essere invece un patrimonio per il futuro.

Scarica il testo completo

Si tratta di riflessioni ulteriori che si sviluppano a partire dalla mia dissertazione di dottorato.

Sono lieto di questa pubblicazione per ovvie ragioni, ma lo sono anche perché Volume rappresenta un modo molto intelligente di fare editoria. Fino al 2017 è stato un quadrimestrale che proponeva un formato a metà tra il libro e il quaderno, con contributi molto interessanti e pungenti ed una particolare cura per grafica e impaginazione. Dopo il restyling, l’editore ha optato per una uscita annuale e ha rivisto il formato, proponendo la rivista con un aspetto da newspaper, sia per il tipo di carta, sia per l’uso dei titoli che per l’impaginazione in colonne tipica dei giornali, ma anche per il raro ricorso alle immagini, usate prevalentemente in bianco e nero.

Scelte coraggiose che valorizzano i contenuti e rendono il prodotto più riconoscibile sul mercato. Ma non posso dimenticare un aspetto fondamentale per cui ho il piacere di leggere questa rivista: ZERO pubblicità!

Qui un interessante video per comprendere come nasce la rivista.

Già, perché leggere meno, leggere meglio è un vantaggio per tutti. Buona lettura!