Il vuoto è pieno. un saggio su città e covid19 per la collana plurimi del cnr

Mesi fa ho risposto con estremo interesse all’invito di Cristina Marras di elaborare una riflessione sul rapporto tra la pandemia Covid-19 e gli spazi urbani da inserire nel volume Migrazioni di virus. Numeri e linguaggi. Si tratta del secondo volume della collana Plurilinguismo e Migrazioni (PLURIMI), edita da Cnr Edizioni – in formato digitale e open access – che promuove e divulga studi e progetti di ricerca sui fenomeni di plurilinguismo connessi alle migrazioni anche culturali, senza preclusioni temporali e storico-geografiche e tenendo presenti più prospettive disciplinari.

È stato un esercizio niente affatto facile. Il mio contributo dal titolo Il vuoto è pieno. Appunti e immagini sullo spazio urbano durante la pandemia, compare tra differenti prospettive disciplinari che contribuiscono a far comprendere il periodo critico e mutevole generato dalla pandemia di COVID-19. La pubblicazione propone una serie di studi incentrati sugli aspetti quantitativi del fenomeno pandemico e altri relativi all’analisi dei contesti storici, culturali e artistici che lo interpretano, lo elaborano e lo rappresentano. 

Migrazioni di virus. Numeri e linguaggi, a cura di Corrado Bonifazi, Maria Eugenia Cadeddu e Cristina Marras, riflette sulle diverse angolature e prospettive della pandemia, per favorire e sostenere una mutua interazione tra il rigore e la formalizzazione dei dati e le forme di creatività, l’immaginario, e le proposte innovative manifestate in risposta alle fragilità e ai disagi dell’emergenza.

ISBN 978 88 8080 4222 – ISSN 2724-1033 – DOI 10.36173/PLURIMI-2020-2

Il mio contributo intende restituire una fotografia in movimento del rapporto tra città e pandemia. La riflessione è divisa in due sezioni. La prima, snapshots, offre brevi riflessioni attuate attraverso l’utilizzo di alcune immagini significative come i frame, che riassumono alcuni degli aspetti più rilevanti che la pandemia ha presentato con il suo drammatico impatto. La seconda sezione consiste in riflessioni approfondite che indagano le potenzialità dello spazio vuoto, a partire da due diverse condizioni, una pre-pandemica e l’altra infra-pandemica. Di fronte al ritratto dominante di una città segregata, che rifugge un nuovo patto ecologico con l’ecosistema per ripiegare su protocolli di profilassi, igiene e sistemi biometrici, si evidenzia il ruolo attivo dello spazio “aumentato”. Questo spazio è inteso come una sostanza “aumentata” e dinamica, plasmata e alimentata da un sistema informatico che accompagna la trasformazione di spazi, servizi, comportamenti e linguaggi.

Abstract EN: The paper intends to give back a photograph in motion of the relationship between city and pandemic. The reflection is divided into two sections. The first, snapshots, offers brief reflections implemented through the use of some significant images like frames, which summarize some of the most relevant aspects that the pandemic has presented with its dramatic impact. The second section consists of in-depth reflections investigating the potential of empty space, starting from two different conditions, one pre-pandemic and the other infra-pandemic. In front of the dominant portrait of a segregated city, which shuns a new ecological pact with the ecosystem to fall back on protocols of prophylaxis, hygiene and biometric systems, is highlighted the active role of the “augmented” space. This space is understood as an “augmented” and dynamic substance, shaped and fed by a computer system accompanying the transformation of spaces, services, behaviors and languages.

keywords: space of information, infra-pandemic city, public space, proximity

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Organizzazione delle giornate di studio su LA MARTELLA a UNIBAS

Nell’ambito dell’attività didattica presso l’università della Basilicata, mi occupo insieme a Grazia Rutica della segreteria organizzativa delle giornate di studio sul borgo La Martella a Matera.

La borgata rurale La Martella fu realizzata negli anni Cinquanta per accogliere le famiglie degli assegnatari della Riforma Fondiaria, a seguito dell’approvazione della prima legge di risanamento dei Sassi di Matera, che portò allo svuotamento degli antichi rioni materani e alla contestuale costruzione di una nuova città. La Martella rappresenta un luogo di grande interesse architettonico ed urbanistico per la storia della sua progettazione e della sua costruzione, intorno al quale orbitò Adriano Olivetti, una delle più grandi personalità di quegli anni che fu presidente dell’INU e vicepresidente dell’UNRRA-CASAS; come per i quartieri degli operai di Ivrea, egli promosse anche a Matera l’idea di costruire borghi residenziali che potessero diventare centri propulsori di comunità locali. 

Il borgo divenne uno dei primi esiti di un vasto programma di sperimentazioni progettuali che coinvolsero figure di primo piano dell’architettura e del panorama intellettuale del Novecento. Tra questi, Ludovico Quaroni che affiancò Federico Gorio nella redazione del progetto del borgo e progettò la Chiesa parrocchiale. 

Sono previste due sessioni online il 14 e il 21 gennaio dalle 15.30 alle 19.30 che vedranno la partecipazione di esperti di architettura e di altre discipline per discutere e immaginare possibili scenari futuri per il borgo La Martella a partire da punti di vista diversi e multidisciplinari. Interverranno i relatori: Pippo Ciorra, Mauro Saito, Antonello Pagliuca, Francesco Paolo Francione, Pasquale Doria, Marina Panza, Luigi Acito, Luca Chistè e Francesco Maggiore.

L’iniziativa è organizzata nell’ambito del Laboratorio di Genealogia dell’Architettura 1 tenuto dai docenti Angela Colonna, Chiara Rizzi, Piergiuseppe Pontrandolfi e Antonio Bixio insieme ai tutor Saverio Massaro e Grazia Rutica.

La sessione sarà registrata e successivamente resa disponibile sul canale Youtube del Nature City Lab.

Altamura sperimenta. un intervento a più voci per il ciclo di seminari “la città resiliente – ripensare altamura”

Ripensare Altamura è una breve serie di seminari, organizzati dal Laboratorio 3 di Fenomenologia dell’Architettura all’interno del ciclo “La città resiliente”, con cui si intendono alimentare riflessioni e dibattiti riguardo il tema di progetto d’anno sulla città di Altamura.

I seminari, curati da Ina Macaione e Laura Pavia, prevedono quattro sessioni tematiche:

  • Altamura Forma Urbis;
  • Altamura sopra e sotto. I solchi del tempo;
  • Altamura Sperimenta;
  • Altamura tra Murge e Gravine.