Gli scarti come nuovo asset culturale. Una conferenza e un workshop a Bologna

Il 23 e il 24 novembre sarò a Bologna per due impegni diversi, ma che sono accomunati dallo stesso tema: gli scarti.
Venerdì 23 parteciperò alla conferenza internazionale The Matter of Future Heritage, organizzata dal XXXII Ciclo di Dottorato in Architettura e Culture del Progetto presso il Teatro Comunale. La conferenza fa parte delle iniziative dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, promosso dall’Unione Europea.
Sono tra i relatori selezionati e, nella sessione pomeridiana, discuterò il mio abstract “Waste as a cultural heritage. A strategic approach to promote post-consumption resources as a cultural asset”. Il mio intervento, che scaturisce dalla dissertazione dottorale, intende promuovere una riflessione che vede gli scarti come nuovo asset culturale.
Puoi consultare il programma della conferenza (qui la descrizione in inglese).

Qui la mia presentazione.

matterfutureheritage
La mattinata di Sabato 24 la trascorrerò all’Urban Center, dove guiderò per deltastudio il workshop Useless is more. Gli scarti come nuovo valoreL’iniziativa, promossa da Kiez.Agency nell’ambito della European Week for Waste Reduction (EWWR), parte dal presupposto che le città sono giacimenti ricchi di risorse non ancora individuate e non valorizzate: gli scarti, le nuove materie prime del nostro tempo.
Il workshop si propone come occasione di incontro e riflessione concreta sul nuovo ruolo che gli scarti assumono nel contesto urbano della città di Bologna
L’obiettivo è raccogliere storie, informazioni e idee da persone e soggetti attivi nel contesto locale e disegnare nuove relazioni che creino nuovo valore.
useless is more cover fbLa partecipazione è aperta a tutti gli interessati. La registrazione è gratuita su Eventbrite. Sono disponibili aggiornamenti sull’evento facebook.

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A Matera come docente a contratto in Rigenerazione Urbana presso l’Università della Basilicata

Da ottobre 2018 ha preso il via la mia attività come docente a contratto in “rigenerazione urbana” presso l’Università degli Studi della Basilicata. Affiancherò, nel ruolo di tutor, i docenti Ina Macaione, Chiara Rizzi ed Ettore Vadini nell’ambito del Laboratorio di Progettazione V “Architettura e Città”.
Mercoledì 24 ottobre si è tenuta la presentazione dei corsi, all’attenzione di studenti curiosi di conoscere e comprendere come affrontare l’ultimo esame della loro carriera accademica prima della laurea. Il Laboratorio V è un corso annuale che consta di tre gruppi di lavoro tesi a sviluppare progetti per tre siti diversi, rispettivamente Matera (Macaione), Altamura (Rizzi) e Melfi (Vadini).

Per l’occasione la prof.ssa Rizzi ha introdotto l’esperienza di Iperurbano e la Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) di Altamura, che costituiscono lo sfondo di riferimento per l’impostazione dell’attività didattica.

Si tratta di un’esperienza stimolante, che sicuramente mi consentirà di conoscere meglio la realtà materana e di partecipare, nel corso del 2019, alle celebrazioni per Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Un convegno sul potenziale degli spazi urbani aperti all’Ecole française de Rome

Insieme all’amico e collega Giovanni Perrucci abbiamo presentato il paper “Vuoti nei vuoti. Gli spazi aperti come matrice di resilienza delle città mediterranee” nell’ambito del convegno Gli spazi aperti nelle trasformazioni delle città mediterranee. Rappresentazioni, usi e norme tenutasi a Roma presso l’Ecole française.
Il convegno è promosso nell’ambito del programma scientifico dell’EFR “Metropoli: crisi e mutazioni nell’area euro-mediterranea” (2017-2021), all’interno dell’asse 4 che si occupa del confronto di norme e usi negli spazi aperti metropolitani nell’area del Mediterraneo.

Qui di seguito l’abstract:
Il presente paper prende in esame la rete di comuni dell’alta Murgia, area interna della città metropolitana di Bari. È condotta un’analisi critica tesa a rilevare l’imprinting ed il ruolo strategico che gli spazi vuoti hanno assunto nella definizione degli insediamenti urbani del territorio. Si considera come caso rappresentativo dei comuni murgiani la città di Altamura, il cui centro storico è noto per una matrice identitaria costituita da un fitto reticolo di claustri, peculiari vicoli e piccole piazzette su cui si affacciano i sottani, un patrimonio di piccoli spazi vuoti scavati nel costruito che giace in un pressoché totale stato di abbandono o sottoutilizzo.
Proprio per il loro carattere di substrato “inattivo” ma potenziale e grazie alla loro interfaccia strategica con i claustri, i sottani sono stati oggetto di recenti iniziative di rigenerazione urbana.
Sono evidenziati gli aspetti significativi che tali esperienze hanno saputo trasferire alla Pubblica Amministrazione per la definizione di una Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) della città, basata sulla creazione di infrastrutture resilienti materiali e immateriali finalizzate alla rigenerazione dei vuoti urbani nelle aree periferiche.
Successivamente è evidenziato come tale strategia reinterpreti e attualizzi il rapporto simbiotico tra vuoto e acqua, dalla valenza territoriale e urbana, e il modello resiliente del claustro. In conclusione, a partire dalle esperienze menzionate, è possibile trarre un modello collaborativo di intervento per un efficace governo delle trasformazioni urbane.

Keywords: Alta Murgia; Arcipelago di vuoti; Altamura; Claustri; Rigenerazione Urbana; Sottani; Matrice di resilienza; Politiche Urbane.

Per noi il convegno è stata l’occasione per formalizzare una riflessione aggiornata sul territorio dell’alta Murgia e sulla nostra città nativa Altamura, alla luce sia della dissertazione dottorale di Giovanni sul tema dei sottani sia delle esperienze sul campo maturate in questi anni con l’associazione Esperimenti Architettonici e con il laboratorio Iperurbano del Comune di Altamura.

Clicca qui per guardare le slide presentate al convegno.