Fair Play, un panel per il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2021

Nell’ambito degli eventi del Padiglione Italia Comunità Resilienti alla 17. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, con Enrico Lain (Blu143 design studio) abbiamo ideato Fair Play – nei panni dei non-umani, un panel dedicato a sviluppare idee per una costituzione dell’abitare collettivo, capace di includere anche non-umani, come idee, piante, agenti atmosferici, comunità, dati, valori. 

Il format assume come riferimento ideale il Théâtre des Négociations, realizzato nel 2015 dal Programme d’expérimentation en art politique de Sciences Po, diretto da Bruno Latour. Fair Play si configura quindi come un gioco di ruolo tra esperti di varie discipline, chiamati ad essere delegati e portavoce dei principali agenti non-umani che stanno configurando il nostro futuro.

Nel corso di Fair Play ciascun delegato sarà invitato a descrivere i confini e le finalità dell’agire del non-umano di cui è rappresentante, per mettere in luce i conflitti, le analogie e le difficoltà latenti o palesi nel suo abitare il pianeta assieme agli altri. Attraverso la finzione della delega, Fair Play mira a stabilire un dialogo al di fuori delle discipline, simulando una zona indifesa, in cui il conflitto diviene la principale modalità di dialogo.

Fair Play si aprirà con un ’intervento di Alessandro Melis, curatore del Padiglione Italia, incentrato sul tema del “pregiudizio” nella cultura del progetto architettonico e urbano. Seguiranno le performance di Matteo Lo Schiavo e Giovanni Grazie, attori del Teatro de Linutile di Padova, chiamati a dar voce a due attanti molto influenti: il Capitalismo e il Moderno

Sono quindi convocati a partecipare a questa Assemblea Costituente una serie di esperti/delegati proveniente da differenti ambiti ed esperienze: 

In coerenza con le finalità del progetto curatoriale del Padiglione Italia “Comunità Resilienti”, questo evento si configura come una sperimentazione per una possibile forma di divulgazione delle ricerche scientifiche negli ambiti dell’architettura e degli studi urbani.

Fair Play è un evento online che si terrà in live streaming domenica 26 settembre, dalle 14:30 alle 18:00 sulla pagina Facebook Resilient Communities_Venezia e sarà trasmesso in video-proiezione presso il Padiglione Italia presso le Tese delle Vergini alla Biennale di Venezia.

Il vuoto è pieno. un saggio su città e covid19 per la collana plurimi del cnr

Mesi fa ho risposto con estremo interesse all’invito di Cristina Marras di elaborare una riflessione sul rapporto tra la pandemia Covid-19 e gli spazi urbani da inserire nel volume Migrazioni di virus. Numeri e linguaggi. Si tratta del secondo volume della collana Plurilinguismo e Migrazioni (PLURIMI), edita da Cnr Edizioni – in formato digitale e open access – che promuove e divulga studi e progetti di ricerca sui fenomeni di plurilinguismo connessi alle migrazioni anche culturali, senza preclusioni temporali e storico-geografiche e tenendo presenti più prospettive disciplinari.

È stato un esercizio niente affatto facile. Il mio contributo dal titolo Il vuoto è pieno. Appunti e immagini sullo spazio urbano durante la pandemia, compare tra differenti prospettive disciplinari che contribuiscono a far comprendere il periodo critico e mutevole generato dalla pandemia di COVID-19. La pubblicazione propone una serie di studi incentrati sugli aspetti quantitativi del fenomeno pandemico e altri relativi all’analisi dei contesti storici, culturali e artistici che lo interpretano, lo elaborano e lo rappresentano. 

Migrazioni di virus. Numeri e linguaggi, a cura di Corrado Bonifazi, Maria Eugenia Cadeddu e Cristina Marras, riflette sulle diverse angolature e prospettive della pandemia, per favorire e sostenere una mutua interazione tra il rigore e la formalizzazione dei dati e le forme di creatività, l’immaginario, e le proposte innovative manifestate in risposta alle fragilità e ai disagi dell’emergenza.

ISBN 978 88 8080 4222 – ISSN 2724-1033 – DOI 10.36173/PLURIMI-2020-2

Il mio contributo intende restituire una fotografia in movimento del rapporto tra città e pandemia. La riflessione è divisa in due sezioni. La prima, snapshots, offre brevi riflessioni attuate attraverso l’utilizzo di alcune immagini significative come i frame, che riassumono alcuni degli aspetti più rilevanti che la pandemia ha presentato con il suo drammatico impatto. La seconda sezione consiste in riflessioni approfondite che indagano le potenzialità dello spazio vuoto, a partire da due diverse condizioni, una pre-pandemica e l’altra infra-pandemica. Di fronte al ritratto dominante di una città segregata, che rifugge un nuovo patto ecologico con l’ecosistema per ripiegare su protocolli di profilassi, igiene e sistemi biometrici, si evidenzia il ruolo attivo dello spazio “aumentato”. Questo spazio è inteso come una sostanza “aumentata” e dinamica, plasmata e alimentata da un sistema informatico che accompagna la trasformazione di spazi, servizi, comportamenti e linguaggi.

Abstract EN: The paper intends to give back a photograph in motion of the relationship between city and pandemic. The reflection is divided into two sections. The first, snapshots, offers brief reflections implemented through the use of some significant images like frames, which summarize some of the most relevant aspects that the pandemic has presented with its dramatic impact. The second section consists of in-depth reflections investigating the potential of empty space, starting from two different conditions, one pre-pandemic and the other infra-pandemic. In front of the dominant portrait of a segregated city, which shuns a new ecological pact with the ecosystem to fall back on protocols of prophylaxis, hygiene and biometric systems, is highlighted the active role of the “augmented” space. This space is understood as an “augmented” and dynamic substance, shaped and fed by a computer system accompanying the transformation of spaces, services, behaviors and languages.

keywords: space of information, infra-pandemic city, public space, proximity

Organizzazione delle giornate di studio su LA MARTELLA a UNIBAS

Nell’ambito dell’attività didattica presso l’università della Basilicata, mi occupo insieme a Grazia Rutica della segreteria organizzativa delle giornate di studio sul borgo La Martella a Matera.

La borgata rurale La Martella fu realizzata negli anni Cinquanta per accogliere le famiglie degli assegnatari della Riforma Fondiaria, a seguito dell’approvazione della prima legge di risanamento dei Sassi di Matera, che portò allo svuotamento degli antichi rioni materani e alla contestuale costruzione di una nuova città. La Martella rappresenta un luogo di grande interesse architettonico ed urbanistico per la storia della sua progettazione e della sua costruzione, intorno al quale orbitò Adriano Olivetti, una delle più grandi personalità di quegli anni che fu presidente dell’INU e vicepresidente dell’UNRRA-CASAS; come per i quartieri degli operai di Ivrea, egli promosse anche a Matera l’idea di costruire borghi residenziali che potessero diventare centri propulsori di comunità locali. 

Il borgo divenne uno dei primi esiti di un vasto programma di sperimentazioni progettuali che coinvolsero figure di primo piano dell’architettura e del panorama intellettuale del Novecento. Tra questi, Ludovico Quaroni che affiancò Federico Gorio nella redazione del progetto del borgo e progettò la Chiesa parrocchiale. 

Sono previste due sessioni online il 14 e il 21 gennaio dalle 15.30 alle 19.30 che vedranno la partecipazione di esperti di architettura e di altre discipline per discutere e immaginare possibili scenari futuri per il borgo La Martella a partire da punti di vista diversi e multidisciplinari. Interverranno i relatori: Pippo Ciorra, Mauro Saito, Antonello Pagliuca, Francesco Paolo Francione, Pasquale Doria, Marina Panza, Luigi Acito, Luca Chistè e Francesco Maggiore.

L’iniziativa è organizzata nell’ambito del Laboratorio di Genealogia dell’Architettura 1 tenuto dai docenti Angela Colonna, Chiara Rizzi, Piergiuseppe Pontrandolfi e Antonio Bixio insieme ai tutor Saverio Massaro e Grazia Rutica.

La sessione sarà registrata e successivamente resa disponibile sul canale Youtube del Nature City Lab.